Nobody

GENS STYLE COLLECTION

Nobody 2018-12-04T00:08:41+00:00

L’uomo libero è isolato nel suo pensiero, è un grande condottiero delle proprie azioni e, in una società malata di vanità e protagonismo, si propone come modello anarchico di forte valenza carismatica, svincolato da ogni ordine precostituito: lo ritroviamo come mito nell’ Odissea quando Ulisse decide di intraprendere un viaggio per ritrovare se stesso come uomo comune. È sorprendente notare come nel XXI secolo l’affermazione della personalità è subordinata a tutta una serie di demolizioni della sfera sociale che hanno come finalità la creazione di stereotipi alquanto sterili e avvilenti, oppure, in alcuni casi, si assiste a furbe strategie di marketing come l’anonimato; cancellare completamente l’identità e restituirla in pillole appropriatamente ricomposte al momento giusto è risultato estremamente redditizio specialmente in settori come quelli dello spettacolo, della moda e dell’arte, dove il proprio nome è indice di valore e garanzia economica, sopratutto se distillato da uno speculativo anonimato indiziario. Se essere qualcuno anziché nessuno è diventata una priorità spasmodica della società attuale, allora Nessuno è davvero la via per essere qualcuno, un’ ambiguità paradossale, in una simultanea negazione e affermazione di sé.

IO SONO NESSUNO

Così come la materia che costituisce l’ uomo si stratifica e struttura, con altrettanta forza lo spirito plasma i pezzi del molteplice in un corpo unico ove l’ essere si genera e dimora fino alla fine dei suoi giorni. Poiché esso è fatto del tutto e del nulla il suo nome è Nessuno, destinato com’ è a vagare senza mèta, in eterno, nello spazio e nel tempo.

Nobody è un alter-ego dell’individualità predominante, dove la negazione di questa può divenire l’affermazione dell’ altra in virtù di un de-potenziamento significante dell’ Io. Lo stretto legame dell’Io con i modelli esistenziali imposti dalla società odierna ha creato un rigido fasciame che impedisce libertà di pensiero e azione, ipossia per l’anima, producendo fenomeni diffusi di alienazione che, a sua volta, richiede tutta una serie di compensazioni di personalità – o maschere – che nel faticoso tentativo di riaffermazione dell’ individualità, invece, se ne allontana disastrosamente. I protagonisti sono uomini e donne padroni del proprio destino emersi quasi sempre dal nulla, sconosciuti, che hanno scritto la storia con il proprio coraggio e le loro azioni. L’ identità  si afferma, quindi,  in virtù di una negazione per potenziarsi a dismisura come  Nessuno  in una dimensione perfetta di totale libertà :  Nessuno e’ libero, io posso essere Nessuno.

La materia è viva. E’ soggetto a sua volta, vibra.

Nella materia si imprime l’Idea che diviene Entità = Id-Entità. Propriamente a questo tipo di Id-Entità ho dedicato oltre vent’ anni di paziente ricerca che ha spaziato dall’ informale al realismo, dalla pittura alle arti plastiche, dall’ assemblage al ready – made, fino ad approdare a qualcosa che raccoglieva tutto in un’ ottica diversa, probabilmente più sensibile al legame con me stesso in proiezione futura, certamente più cosciente di potenzialità che potevano spaziare in ogni campo delle arti visive con sviluppi praticamente illimitati. A questa Identità ho dato un nome preciso: GenS o stratificazione generativa, transizioni della memoria emotiva, ossimori dell’ impermanente e dell’ invisibile. L’ intenzione è rimuovere il concetto stesso di Pittura con i suoi intrinseci valori e metodologie, così come le sue definizioni di oggettività / non oggettività ormai categorizzate dalla storia dell’ arte in movimenti e tendenze stilistiche. GenS è un acronimo coniato per definire uno stile, un linguaggio di comunicazione artistica personalizzata; la GenS consiste di stratificazioni / rimozioni con materiali vari che generano immagini più o meno riconoscibili attraverso i contenuti della memoria. Tale linguaggio, di radice essenzialmente plastico – pittorica, si diversifica da tutti gli altri per una serie di azioni sequenziali sull’ immagine e sulla materia non necessariamente mediate dalla logica ( sedimentazioni e alterazioni della materia, assemblaggi, combustioni , incisioni, etc. ) che hanno come risultato la creazione di opere uniche costituite da infinite variabili policomposte.
GenS raccoglie in sé vari tipi di linguaggio già in uso nel novecento ( combine – painting, assemblage, uso di oggetti obsolescenti e materiali di recupero ) ma stabilisce un rapporto diverso con i materiali usati; questi subiscono processi di trasformazione in virtù di un’ unità finale che annulla completamente la loro identità – che li classifica e li rende riconoscibili in quanto tali – facendogli assumere valore plastico – emotivo nel divenire parti anatomiche, spazio intuitivo, anamorfosi di realtà emozionali. In GenS anche l’ aspetto generale è meno concettuale e molto più strutturato, pensato e vissuto con la preziosità di una ricerca che indaga le qualità della “cosa” senza mai divenire metodo ma scoperta e meraviglia ad ogni passo,dove la definizione stessa di “opera“ come prodotto della creatività può essere sostituita con transizione. La stratificazione presume una traccia iniziale che consente all’intuizione di conformarsi in maniera embrionale per poi generare azioni sequenziali costruttive o sottrattive mediante l’ uso di qualunque materiale, strumento, elemento, fino all’identità finale dell’ opera. Identità mai completamente stabilizzata per la sua natura fondamentalmente osmotica, potenzialmente sempre aperta a nuove ibridazioni, anche a distanza di tempo con successive revisioni a discrezione dell’autore che ne definirà la sua maturazione.

Altro fattore importante è l’unicità e il legame primario imprescindibile soggetto – oggetto; GenS non prevede la serialità ( fattore determinante nella rivoluzione artistica del Pop e Neo Pop dalla Factory di Warhol a Koons ) in quanto la creazione dell’ opera è imprescindibilmente legata alla sensibilità emotiva dell’ autore che ne decide lo sviluppo attraverso progressioni impossibili da ipotecare essendo vincolate a suggestioni della forma, del colore e della materia che si generano in tempi diversi, relativamente a contesti e soggetti diversi.
In virtù di tali presupposti l’ intervento di intermediari non solo è impossibile ma anche fuori luogo per la natura marcatamente intima di tali processi creativi; volendo usare una congettura il termine Gens in latino è sinonimo di stirpe, di qualcosa che è riconducibile ad una radice originaria, che potrebbe essere genericamente estesa al fare – cioè a quei valori legati ad una particolare e preziosa manualità oggi quasi estinta con lo sviluppo tecnologico – ma anche all’ essere fenomeno universale della creazione; dalla stratificazione terrestre a quella vegetale e animale che, focalizzata sulla specie umana, si compie attraverso la moltiplicazione di tessuti muscolari, tendinei ed epidermici sulla struttura scheletrica. La maggior parte dei processi biologici si sviluppa per stratificazione tissutale. Tale parallelismo fra processi di stratificazione contemplati nella natura e altri in arte, avvicina la creazione artistica a quella reale che avviene in natura generando una continuità, un ponte, fra uomo e universo, fra microcosmo e macrocosmo, già avviato nell’Umanesimo e poi rinnegato con la nascita della modernità e la conseguente affermazione delle macchine quali mezzi di produzione di massa. GenS è stile di essere e rappresentare, libero da definizioni ormai categorizzate dalla storia dell’ arte in movimenti e tendenze specifiche, che genera fenomeni unici di oscillazione percettiva attraverso un’ impulso iniziale che nasce da fattori superficiali di sensibilizzazione estetica per poi propagarsi al tessuto interiore della memoria emotiva con reazioni a catena; un processo ibrido che usa un innesco iniziale di superficie – l’estetica – per poi consentire la moltiplicazione di contenuti individuali interiori. Un nuovo linguaggio di comunicazione sensoriale attraverso l’ immagine legato a fattori di pensiero, azione e comunicazione che lo distinguono da tutti gli altri.

Tiziano Bonanni